
La passera pianuzza (Platichthys flesus) è un pesce piatto appartenente alla famiglia Pleuronectidae, diffuso in diverse aree geografiche, tra cui il Nord Atlantico, il Mar Baltico, il Mar del Nord, l'Adriatico settentrionale e i mari Nero e d'Azov. Questa specie eurialina si adatta sia ad ambienti marini che salmastri, risalendo anche i fiumi per diversi chilometri, soprattutto durante l'estate.
La passera predilige fondali sabbiosi e fangosi a basse profondità, generalmente fino a metri, anche se può vivere fino a metri di profondità. È comune trovarla infossata nel sedimento. La sua capacità di adattamento le consente di vivere anche in lagune e foci di fiumi. In Italia, è particolarmente comune nell'Alto Adriatico e segnalata in altri mari italiani.
La passera si nutre principalmente di molluschi, crostacei, invertebrati bentonici e piccoli pesci. Pertanto, le esche più efficaci per catturarla includono:
La passera può essere insidiata con diverse tecniche di pesca, sia professionale che sportiva:
Per la pesca sportiva, è consigliabile utilizzare canne leggere e sensibili, in grado di segnalare anche le tocche più delicate. È importante prestare attenzione alla presentazione dell'esca, cercando di renderla il più naturale possibile. La passera è un pesce sospettoso, quindi è fondamentale evitare movimenti bruschi e rumori eccessivi.
La passera di mare è un pesce dalle carni bianche e delicate, apprezzato in cucina per la sua versatilità. Può essere cucinata alla griglia, al forno, bollita o al cartoccio. La sua carne è ricca di proteine, sali minerali e povera di grassi, rendendola un alimento sano e adatto a tutti.
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